
Passiamo sempre più tempo con lo smartphone: messaggi, social network, video, lavoro, email e navigazione. Ma stare a lungo con la testa inclinata verso lo schermo può influenzare il collo?
La risposta non è semplicemente “sì, lo smartphone causa la cervicale”.
La ricerca scientifica mostra infatti un’associazione tra uso eccessivo dello smartphone e maggiore presenza di dolore cervicale, ma il rapporto è più complesso e coinvolge anche durata dell’utilizzo, attività fisica, sonno, abitudini quotidiane e modalità con cui utilizziamo il dispositivo.
Vediamo quindi quanto incide realmente lo smartphone sulla cervicale e cosa possiamo fare per ridurre il sovraccarico del collo.
Smartphone e dolore cervicale: cosa dice la ricerca?
Uno smartphone non è di per sé responsabile del dolore cervicale.
Il problema può essere rappresentato soprattutto da quanto tempo lo utilizziamo, come lo utilizziamo e per quanto tempo manteniamo una determinata posizione.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul Postgraduate Medical Journal ha analizzato 7 studi per un totale di 10.715 partecipanti. Nei soggetti classificati come utilizzatori eccessivi dello smartphone è stata osservata un’associazione con un maggiore rischio di dolore cervicale, con un odds ratio aggiustato di 2,34. Gli stessi autori sottolineano però che il rapporto tra smartphone e dolore cervicale è ancora oggetto di discussione.
Questo significa che usare lo smartphone molto non equivale automaticamente a sviluppare dolore cervicale, ma un utilizzo prolungato può rappresentare uno dei fattori da considerare.
Perché guardare lo smartphone può affaticare il collo?

Quando utilizziamo il telefono, spesso lo teniamo davanti al corpo o più in basso rispetto agli occhi.
Questo porta frequentemente a:
- inclinare il capo in avanti;
- mantenere il collo in una posizione relativamente statica;
- utilizzare a lungo i muscoli cervicali e delle spalle;
- mantenere le braccia in una posizione fissa;
- ridurre la frequenza con cui cambiamo posizione.
Una revisione sistematica sugli aspetti biomeccanici dello smartphone ha evidenziato durante l’utilizzo aumenti dell’attività di alcuni muscoli del collo e delle spalle e modificazioni dell’angolo di flessione cervicale e della posizione della testa.
Il problema, quindi, non è necessariamente “tenere il collo piegato” per qualche minuto, ma trascorrere molto tempo nella stessa posizione senza sufficienti variazioni di movimento.
Cos’è il “text neck”?

Il termine text neck viene utilizzato per descrivere una particolare modalità di utilizzo dei dispositivi mobili caratterizzata, generalmente, da una posizione del collo flessa mentre si guarda lo schermo.
È un termine molto diffuso sui social e negli articoli divulgativi, ma è importante non trasformarlo in una diagnosi.
Una revisione della letteratura ha evidenziato che il termine “text neck” viene definito in modi diversi negli studi scientifici e che non esiste una definizione univoca. Inoltre, le evidenze non permettono di affermare che una determinata posizione del collo durante l’uso dello smartphone sia, da sola, la causa del dolore cervicale.
Per questo è più corretto parlare di abitudini di utilizzo, carico e durata dell’esposizione piuttosto che di una singola “postura sbagliata”.
La postura è davvero il problema?
La postura può essere un elemento da considerare, ma non dovrebbe diventare l’unica spiegazione.
Un interessante studio longitudinale pubblicato nel 2025 ha seguito 396 persone per un anno e ha valutato anche la posizione del collo durante l’utilizzo dello smartphone. In questo campione, la flessione cervicale durante l’uso del telefono non è risultata associata a una maggiore probabilità di sviluppare dolore cervicale. Al contrario, nello studio sono emerse associazioni con scarsa qualità del sonno e livelli insufficienti di attività fisica.
Questo risultato è importante perché ci ricorda che il dolore cervicale è generalmente multifattoriale.
Non esiste quindi una sola posizione che determina automaticamente il dolore.
Quanto tempo possiamo usare lo smartphone?
Non esiste un numero universale di minuti oltre il quale lo smartphone “fa male alla cervicale”.
È più utile considerare:
quanto tempo consecutivo trascorriamo senza cambiare posizione;
quante ore complessive utilizziamo il dispositivo;
come lo teniamo;
quanto ci muoviamo durante la giornata;
come dormiamo e recuperiamo.
Una meta-analisi recente ha trovato un’associazione tra uso eccessivo dello smartphone e dolore cervicale, ma gli studi inclusi erano osservazionali e presentavano una notevole eterogeneità. Questo significa che il risultato non dimostra, da solo, un rapporto diretto di causa-effetto.
Smartphone e cervicale: conta anche la posizione delle spalle
Non bisogna concentrarsi esclusivamente sul collo.
Durante l’utilizzo dello smartphone possono essere coinvolte anche spalle, scapole e parte alta della schiena.
Uno studio sperimentale ha analizzato diverse posizioni delle spalle durante la digitazione sullo smartphone e ha osservato variazioni dell’attività muscolare e del discomfort in relazione alla posizione mantenuta. Gli autori hanno individuato una posizione intermedia della spalla come il miglior compromesso tra i parametri studiati, sottolineando comunque l’importanza della posizione complessiva durante l’utilizzo.
Questo aiuta a capire perché, in presenza di dolore cervicale, può essere utile non limitarsi a osservare solamente il movimento del collo.
7 consigli per utilizzare lo smartphone senza sovraccaricare troppo il collo
1. Evita di mantenerlo sempre molto in basso
Quando possibile, porta lo smartphone un po’ più vicino all’altezza degli occhi.
Non è necessario mantenerlo perfettamente allineato al viso: l’obiettivo è semplicemente evitare di stare per molto tempo con il capo fortemente inclinato.
2. Cambia spesso posizione
Non cercare ossessivamente la “postura perfetta”.
È più utile variare frequentemente la posizione.
Alzati, cammina, cambia appoggio e muovi collo e spalle.
3. Evita sessioni molto lunghe senza pause
Se stai leggendo, guardando video o utilizzando i social per molto tempo, interrompi periodicamente l’attività.
Anche pochi minuti di movimento possono aiutarti a interrompere la posizione statica.
4. Utilizza entrambe le mani quando è comodo
Per alcune attività può essere utile utilizzare entrambe le mani e mantenere lo smartphone più vicino al corpo, evitando di sostenere a lungo il dispositivo sempre nello stesso modo.
5. Non dimenticare le spalle
Se utilizzi lo smartphone per molto tempo, presta attenzione anche a eventuale tensione di:
- trapezio;
- spalle;
- zona tra le scapole;
- avambracci.
6. Muoviti durante la giornata
L’attività fisica generale è importante.
Lo studio longitudinale del 2025 citato in precedenza ha infatti individuato livelli insufficienti di attività fisica come uno dei fattori associati alla comparsa di dolore cervicale nel campione studiato.
7. Ascolta i segnali del tuo corpo
Se dopo molto tempo al telefono compaiono:
- rigidità;
- dolore cervicale;
- tensione alle spalle;
- mal di testa;
- fastidio tra collo e scapole;
può essere utile interrompere l’attività e cambiare posizione.
Se il dolore persiste o limita le normali attività, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per una valutazione.
Smartphone e cervicale: quindi dobbiamo smettere di usarlo?
No.
L’obiettivo non dovrebbe essere eliminare lo smartphone, ma utilizzarlo in modo più consapevole.
Il problema può diventare soprattutto il tempo prolungato trascorso nella stessa posizione, associato a scarsa attività fisica, poche pause e altri fattori individuali.
Inoltre, non tutti gli studi hanno trovato una relazione diretta tra postura durante l’utilizzo dello smartphone e dolore cervicale. Questo è un altro motivo per evitare messaggi semplicistici come “se guardi il telefono con la testa inclinata ti verrà sicuramente la cervicale”.
Quando rivolgersi a un professionista?
Se il dolore cervicale:
- dura nel tempo;
- tende a ripresentarsi frequentemente;
- limita i movimenti;
- interferisce con il lavoro o il sonno;
- si associa ad altri sintomi;
è consigliabile approfondire il problema.
Una valutazione professionale può aiutare a comprendere quali fattori possono contribuire al problema, considerando non soltanto il collo ma anche abitudini quotidiane, movimento, spalle e parte alta della schiena.
Conclusioni
Lo smartphone può essere uno dei fattori associati al dolore cervicale, soprattutto quando viene utilizzato molto a lungo e in modo statico. Le evidenze scientifiche, però, non supportano l’idea che una singola postura sia automaticamente la causa della cervicalgia.
La strategia più utile è quindi semplice:
meno tempo immobile + più movimento + più variazione delle posizioni.
Non serve eliminare lo smartphone. Serve imparare a utilizzarlo senza trasformare ore di utilizzo in ore di immobilità.
FAQ – Smartphone e cervicale
Guardare il cellulare fa venire la cervicale?
Non necessariamente. L’uso eccessivo dello smartphone è associato a una maggiore presenza di dolore cervicale in alcune ricerche, ma il rapporto è multifattoriale e non può essere spiegato soltanto dalla posizione del collo.
Come tenere il cellulare per non avere dolore al collo?
Quando possibile, evita di tenerlo molto in basso per periodi prolungati e cerca di variare frequentemente posizione. Non esiste però una singola postura “perfetta” che garantisca l’assenza di dolore.
Il text neck esiste davvero?
Il termine viene utilizzato nella letteratura scientifica, ma non rappresenta una diagnosi precisa e le definizioni variano tra gli studi. È più corretto considerarlo una descrizione di alcune abitudini posturali durante l’utilizzo dei dispositivi mobili.
Quante ore di smartphone causano cervicale?
Non esiste una soglia universale valida per tutti. Gli studi suggeriscono che un utilizzo elevato può essere associato a un maggiore rischio di dolore cervicale, ma intervengono anche attività fisica, sonno, abitudini e caratteristiche individuali.
Cosa fare se il collo fa male dopo aver usato lo smartphone?
Interrompi l’utilizzo, cambia posizione e muoviti. Se il dolore è persistente, ricorrente o limita le normali attività, è opportuno farlo valutare da un professionista.


